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Il ponte e le donne impegnate a lavare i panni in un’immagine di fine ‘800 del fotografo fiorentino Giacomo Brogi. Da: Fotografie degli
                  archivi Alinari in Emilia e in Romagna, Istituto per i Beni Artistici Culturali Naturali della Regione Emilia-Romagna / Azienda di Soggiorno e
                  Comune di Cesenatico, 1980 (foto Brogi, Firenze - Negativo 3936)


                  te la Seconda guerra mondiale. E proprio il  pare nel gonfalone comunale con sovrap-
                  passaggio del fronte vede ancora protago-   posto l’arco insieme alla locuzione di Cesare
                  nisti la città e il suo ponte. Nodo stradale e  “alea iacta est”, rappresenta anche un ele-
                  ferroviario di importanza strategica, Rimini  mento di forte valore identitario, che affon-
                  è già stata rasa al suolo dai bombardamenti  da le radici nella storia. Se, infatti, oggi il sigil-
                  delle flotte aeree anglo-americane. Miraco-  lo di epoca medioevale con i due monumen-
                  losamente scampato alle bombe, il ponte ri-  ti imperiali sovrapposti è ritenuto un falso,
                  schia di saltare in aria il 20 settembre 1944  vero è che dal Rinascimento il ponte prende
                  ad  opera  dei  tedeschi  in  ritirata,  ma,  forse  a richiamare l’attenzione di architetti e arti-
                  per la pioggia o forse per lo scrupolo verso  sti. Fonte di ispirazione per Leon Battista Al-
                  l’arte e la storia del geniere incaricato di far-  berti quando realizza il Tempio Malatestia-
                  lo esplodere, l’antico ponte rimane intatto e  no di Rimini, compare all’interno del Tempio
                  il giorno dopo è attraversato senza proble-  nella più antica rappresentazione della cit-
                  mi dalle truppe alleate. Ogni pericolo sembra  tà, opera in bassorilievo di Agostino di Duc-
                  essere scampato con la fine della guerra, ma  cio; nel secolo successivo è lodato e ampia-
                  nel 1957 si scopre che il ponte è ancora mi-  mente descritto da Andrea Palladio nel capi-
                  nato con oltre 150 chili esplosivo, che viene  tolo del suo trattato di architettura dedica-
                  finalmente rimosso.                         to ad “alcuni ponti celebri edificati dagli an-
                  A lungo identificato semplicemente come il  tichi, e de’ disegni del ponte di Rimino”; nel
                  ponte romano di Rimini, a partire dal ‘700  1748 è raffigurato da Gian Battista Piranesi
                  viene indifferentemente chiamato Ponte di  in un’incisione che lo mostra con ancora pre-
                  Augusto o Ponte di Augusto e Tiberio, men-  sente la porta medievale sul lato della città
                  tre oggi prevale il nome di Ponte di Tiberio,  e, in seguito, è immortalato da numerosi ar-
                  ma, comunque lo si voglia chiamare, è certo  tisti di ogni Paese.
                  che per i cittadini di Rimini il ponte, che com-  Il paesaggio intorno al ponte è profondamen-



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