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Costruito in blocchi di pietra di Aurisina, chia- te due iscrizioni che attestano la costruzione
ra, compatta e resistente, il ponte attraversa del ponte per volontà imperiale. Provvisto di
il fiume Marecchia con cinque arcate, soste- ripide rampe di accesso e all’epoca più impo-
nute da solidi e spessi piloni muniti di spero- nente di quanto oggi appaia, il ponte si staglia
ni frangiflutto e ruotati in direzione della cor- a sfondo del porto ed è ben visibile anche dal
rente fluviale per meglio penetrarne il flusso. mare, che dista solo 200 metri.
I prospetti sono ornati con edicole doriche e Per comprendere quali ragioni portarono a
figure a bassorilievo sulle chiavi di volta e so- costruire in quel luogo e in quell’epoca un tale
no marcati dall’ombra della mensola su cui esempio di perizia tecnica e di qualità archi-
poggiano i robusti parapetti, più rilevati nel- tettonica, dobbiamo risalire a quando, scon-
la parte centrale, al cui interno sono scolpi- fitta la coalizione di Galli Senoni, Etruschi,
Umbri e Sanniti nella battaglia di Sentino, i
Romani affermano la loro egemonia sul ter-
ritorio peninsulare e qualche anno dopo, nel
268 a.C., fondano la colonia di Rimini. Capo-
saldo a difesa dei territori conquistati e testa
di ponte per nuove espansioni, sorto dove
l’Appennino si distacca dall’Adriatico e si apre
la Pianura Padana, l’insediamento è raggiun-
gibile dalla capitale risalendo il corso del Te-
vere fin quasi alla sorgente per poi discen-
dere verso l’Adriatico lungo la valle del Ma-
recchia. Con l’estendersi e il consolidarsi del-
le conquiste, la nuova città diviene un impor-
tante nodo stradale collegato con Roma (via
Flaminia, 219 a.C.), Piacenza (via Emilia, 187
a.C.) e Aquileia (Via Popilia, 132 a.C.). Quan-
do poi, nel 90 a.C., viene elevata al rango di
primo municipio cispadano, Rimini segna an-
che il confine settentrionale dei territori di
cittadinanza romana. Sarà per questo che,
entrando in città di ritorno dalla Gallia a ca-
po di legioni armate, Giulio Cesare compie un
aperto gesto di sfida contro Roma e le isti-
tuzioni repubblicane, primo passo verso un
accentramento del potere che, dopo la sua
morte, porterà alla terza guerra civile e all’i-
stituzione dell’Impero da parte di Ottaviano
Augusto. Asceso al potere, l’imperatore rico-
nosce Rimini come luogo simbolico del pas-
saggio al nuovo regime di governo e, dichia-
rata la città Colonia Augustea, ne promuove
un profondo rinnovamento urbano, che av-
via dal 27 a.C., suo primo anno di principa-
to, facendo trasformare la porta per Roma
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