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co ed affiancata ad altre costruzioni, conserva
la marcata sporgenza della copertura, a pro-
tezione della muratura, e la rastremazione dei
muri verso l’alto. Ha finestre piccole che illumi-
nano stanze di quattro metri per quattro, solai
e copertura in legno. La finitura esterna tipica
è in intonaco di calce spenta, bianchissima, op-
pure in malta di argilla fine e sabbia, che confe-
risce alla costruzione il caratteristico colore. Il
muro di massoni viene realizzato partendo di-
rettamente da un solco nel terreno, senza fon-
dazioni, e sovrapponendo i vari strati a forma-
re una struttura monolitica. Invece in matto-
ni cotti sono realizzati gli elementi costruttivi
di maggior pregio, quali scale, logge, portici e la
zoccolatura dell’edificio, posta a proteggere la
muratura dalla pioggia battente.
Uno sguardo in terra di Sardegna
L’architettura della terra cruda in Sarde-
gna ci appare oggi come il prodotto di una
grande accumulazione di culture materia-
li della costruzione edilizia.
Questa produzione diffusa di case ha inte-
ressato nel tempo non meno di sessanta-
mila edifici (probabilmente ridotti attual-
Sardegna. Foto di Elena De Santis
Il patrimonio delle costruzioni esistenti in
Abruzzo è composto prevalentemente da ca-
se rurali, isolate e sparse nel paesaggio me-
dio-collinare. Il Censimento e Catalogazione
delle case di terra cruda, promosso dalla Re-
gione Abruzzo nel 1997, ne indicava 806, dif-
fuse in 44 comuni.
Riconoscere una casa in terra non è difficile:
anche quando è coperta da strati di intona- Donori (SU), Sardegna. Foto di Elena De Santis
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