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Il Grande Cretto di Gibellina - Boobax [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)]
assenza umana, ad un cumulo di ruderi». Così ha l’impressione di spostarsi per una città al-
nacque l’idea del Grande Cretto, un’opera di la quale hanno livellato l’altezza degli edifici
Land art tra le più grandi al mondo realizzata che sono ora solo enormi blocchi di cemen-
proprio al di sopra dell’area della vecchia Gi- to, bassi, più bassi dello sguardo di un uomo.
bellina, andata completamente distrutta dal Nel 1989 la costruzione dell’opera si è inter-
terremoto. rotta per poi venire definitivamente comple-
Dal 1970 al 1976 Burri aveva realizzato alcu- tata solo nel 2015, con la realizzazione de-
ne sue opere denominate Cretti, superfici di gli ultimi 20mila metri quadri. È visitabile per-
cellotex con l’aggiunta di colle, terre e impa- correndo la Strada statale 119 di Gibellina nel
sto bianco. L’effetto prodotto è simile a quel- tratto che interseca la riserva naturale inte-
lo di una terra argillosa crepata dalla siccità. grale Grotta di Santa Ninfa, tra Gibellina e Sa-
L’artista ha realizzato anche grandi Cretti di laparuta.
5 metri d’altezza conservati al museo di Los Il monumento solo ap- I lavori di realizzazione
Angeles e in quello di Capodimonte. Nel 1985 parentemente cancella dell’opera sono iniziati nel
decise di riprodurre le sue opere che lo han- il passato. Anzi, lo vuole 1985, per terminare solo nel
no reso famoso sui ruderi di Gibellina, imma- conservare, come in una
ginando di traslare l’idea delle sue realizza- tomba. E impone sul luo- 2015, dopo un’interruzione
zioni espositive su una superficie enorme (si go un silenzio armoni-
calcola di circa 85mila metri quadri) e oriz- co che trasporta il visitatore in una vera e pro-
zontale. Burri decise di compattare le mace- pria esperienza metafisica. «Il Cretto di Gibel-
rie, colare sopra cemento e trasformare quel- lina di Burri non è solo un gesto umanissimo
le che un tempo erano strade nei tagli delle di pietas. Non si limita a commemorare poe-
sue opere, come crepe nel terreno argilloso, ticamente una tragedia», commenta Massi-
crepe nei muri dopo un terremoto. L’opera ri- mo Recalcati, psicanalista e saggista, autore
porta fedelmente non solo la conformazione del libro Alberto Burri, il Grande Cretto di Gibel-
delle strade ma anche la forma dell’abitato e lina. «Esso mostra il valore profondo che ac-
i rilievi, come un sudario che si distende sul- compagna l’azione dell’arte in quanto tale: la
le forme del defunto. Camminando lungo i ta- morte non è l’ultima parola sulla vita, la forma
gli, profondi poco più di un metro e mezzo, si dell’opera salva il mondo dal puro orrore» <
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