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terza pagina




                                                              te fotografiche si svolge su un asse prevalen-
                                                              temente verticale, prediligendo quindi un for-
                                                              mato stretto e alto che concentra la luce nel-
                                                              la fascia centrale dell’immagine, distribuendo
                                                              però le pennellate di luce per punti di interesse.
                                                              In questo parallelo, le fotografie fanelliane ri-
                                                              portano le stesse peculiari caratteristiche del-
                                                              la natura morta presente all’interno del “Ra-
                                                              gazzo morso da ramarro”. Come la virtuosisti-
                                                              ca resa delle trasparenze del cristallo che fa sì
                                                              che lo sguardo si posi sui riflessi dell’acqua pro-
                                                              iettati sulla superficie dei vasi o la commistio-
                                                              ne tra i due mondi vegetale e animale che però
                                                              Pasquale enfatizza in modo tutto suo attra-
                                                              verso un sapiente gioco, in equilibrio tra il serio
                                                              e il faceto. Tra il dramma dell’oscurità ritaglia-
                                                              to dalla luce e lo scherno di una seppia incredi-
                                                              bilmente arrampicata in cima ad un tralcio cir-
                                                              condato da garofani o di un granchio affama-
                                                              to che azzanna una fetta d’anguria. Ed è pro-
                                                              prio nel ribaltamento semantico tra la profon-
                                                              dità dell’oscuro sfondo, interrotto da tremu-
                                                              li fasci di luce che ci proiettano in un orizzonte
                                                              drammatico pregno di pathos, e la irriverente
                                                              giustapposizione di “bestie” vive e morte o di
                                                              frutti e ortaggi improbabilmente accostati al-
                  Pasquale Fanelli
                                                              la fauna ittica, che va letta, a parer mio, questa
                                                              serie di fotografie. Questa ineffabile capaci-
                  all’esperienza pittorica che spazia dal Meri-  tà di tenersi in equilibrio fra profondità di pen-
                  si fino alla Gentileschi. Non può sfuggire però  siero e passione per la burla penso che sia la
                  che ci sia anche un’assonanza fra i temi. “La  chiave di lettura di questa serie di lavori che lo
                  canestra di Frutta”, il “Fanciullo con canestro  stesso Pasquale aveva chiamato “Surrealismo
                  di frutta” ma anche Il “Bacchino” conservato  vegetale”. Il titolo che dà già una via interpre-
                  agli Uffizi, dipinti del Merisi ben conosciuti da  tativa e fa volare il pensiero al gioco dei “Cada-
                  Pasquale Fanelli, sono stati evidentemente  veri Squisiti”, inventato negli anni Venti del se-
                  delle fonti di ispirazione per questo “proget-  colo scorso dagli artisti surrealisti, nel quale gli
                  to” fotografico.                            elementi della costruzione dell’immagine era-
                  Personalmente trovo nel particolare della na-  no dettati dalla casualità e la dissonanza era
                  tura morta presente all’interno del celebre  l’elemento principale, ricercato in quel caso at-
                  “Ragazzo morso da ramarro” l’opera caravag-  traverso il disegno a più mani. In questo sen-
                  gesca a cui lui ha più attinto. La trasparenza  so, come Man Ray e Joan Mirò, partecipanti al
                  dell’esile vaso di cristallo, la composizione ver-  dissacrante gioco del “Cadavere Squisito”, Pa-
                  ticale, la presenza non secondaria del ramarro  squale nelle sue immagini fotografiche ribalta
                  sono certamente tutti elementi che sono stati  il senso comune offrendo prospettive inesplo-
                  totalmente interiorizzati da Fanelli.       rate, ed è questo quello che fanno gli artisti ve-
                  La composizione di questa serie di nature mor-  ri: regalare visioni. <




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