Page 7 - IInarcassa 4_2018
P. 7

IL VERO PECCATO    madeexpo.it  editoriale             bbiamo sconfitto la povertà. Così, l’attuale governo ha

                         Giuseppe Santoro



 È NON ESSERCI                                   A fatto, l’annoso cantiere-pensioni con l’introduzione del
                                                        salutato il varo della Manovra del Popolo riaprendo, di

                                                 reddito e della pensione di cittadinanza, con la cosiddetta quo-
                                                 ta 100 e aggredendo le “famigerate pensioni d’oro”.
     Primi fra gli ultimi

     o ultimi fra i primi                        Difficile dar torto alla Fornero, che, dai microfoni di una radio,
                                                 ammonisce: “non si può fare una controriforma delle pensioni
                                                 senza considerare la realtà demografica del Paese. (…) In bal-
                                                 lo non c’è solo il presente, ma il domani di chi oggi è giovane e
                                                 di chi, addirittura, deve ancora nascere”.
                                                 È vero, la sua fu una riforma durissima ma necessaria, senza la
                  quale l’Italia sarebbe sprofondata nel default. Il sistema contributivo fu imposto dal mutamento del
                  contesto economico e della struttura demografica del Paese. All’interno di quel passaggio epocale,
                  Inarcassa scelse di disegnare un proprio modello, per molti aspetti differente da quello più rigido
                  voluto dalla Fornero, che conserva gli elementi solidaristici del precedente sistema. Abbiamo sem-
                  pre puntato a tutelare i diritti maturati dagli iscritti rivolgendo un’attenzione particolare alle presta-
                  zioni delle generazioni più giovani. Generazioni che riceveranno a regime importi di pensione com-
                  misurati ai contributi versati, ma più esigui rispetto al passato, anche per effetto delle dinamiche
                  reddituali e salariali.
                  È inutile nascondersi dietro un dito: i benefici che una volta erano liberamente distribuiti, oggi si so-
                  no ridotti in valore assoluto e vanno ripartiti secondo principi al tempo stesso di equità strutturale
                  e sostenibilità nel lungo periodo. Ma lasciatemi sottolineare che le Casse, anche quando erano en-
                  ti pubblici, non hanno mai applicato istituti – uno per tutti, la pensione ‘baby’ – che hanno portato
                  al grave disavanzo della previdenza italiana.
                  In qualsiasi sistema a ripartizione, il buon funzionamento del mercato del lavoro, in termini di tas-
                  si di attività e di occupazione, è requisito fondamentale e imprescindibile per la sua sostenibilità di
                  lungo periodo e per l’adeguatezza delle prestazioni, indipendentemente dal metodo di calcolo pre-
                  scelto, sia esso retributivo o contributivo. E chi governa non dovrebbe far confusione finanziando la
                  previdenza con i prelievi fiscali e lo stato sociale con i contributi che gravano sul lavoro.
                  L’attenzione della Manovra del Popolo continua ad essere rivolta al mondo del lavoro dipendente.
                  Ancora una volta nessuno sembra voler ricordare che i liberi professionisti sono anch’essi cittadini
 COGLI LE OPPORTUNITÀ E LE NOVITÀ  italiani, che soffrono in misura uguale le difficoltà del Paese, per di più privi di qualsiasi tutela co-
                  me la Cassa integrazione, e che quindi in caso di bisogno si attendono il diretto sostegno dello Sta-
                  to al pari degli altri.
 13/16   FIERA INTERNAZIONALE   FIERA  Rappresentiamo una parte attiva della nostra economia e abbiamo il dovere di concorrere alla cre-
                  scita, ognuno nell’ambito del proprio ruolo e con i propri mezzi. Ma è tempo che si rigenerino le in-
 MARZO   DELL’ARCHITETTURA    MILANO  frastrutture, le costruzioni e l’edilizia con tecnologie innovative, sicure e rispettose del territorio.
                  Abbiamo strumenti, volontà e know how per competere con i paesi più avanzati e offrire ai nostri
 2019  E DELLE COSTRUZIONI  RHO  figli un futuro migliore. Diversamente, assisteremo impotenti al governo di un Cambiamento, non
                  ‘bello’, che condurrà l’Italia nell’arretratezza e ci farà essere primi fra gli ultimi, anziché ultimi fra
                  i primi. <



 4 SALONI SPECIALIZZATI / OLTRE 1000 ESPOSITORI



 Promossa da  Partner                                                                                   5
   2   3   4   5   6   7   8   9   10   11   12