Page 9 - Inarcassa 3_2020
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editoriale
Giuseppe Santoro
el corso di un’estate a dir poco surreale per la nostra
Cassa di previdenza, il prof. Mario Draghi, con un formi-
N dabile intervento al meeting di Rimini, ha disegnato il
futuro del nostro Paese. Ha spiegato, con poche semplicissime
Buoni parole, ciò che sta accadendo – anche, ma non solo – a noi, li-
beri professionisti architetti e ingegneri d’Italia. Un gigante in
e cattivi un mondo di nani.
Ad agosto nessuno di noi era in vacanza. Eravamo in attesa
del decreto, poi emanato il 14 del mese, che ci dicesse che
fare con il ‘bonus’ di maggio. E soprattutto aspettavamo, con
ben più apprensione, il pronunciamento dai ministeri vigilan-
ti sull’impiego dei 100 milioni, approvato dal Comitato Nazionale dei Delegati e consegnato il 22
maggio scorso: il vero impegno a favore di una ripartenza per i nostri Iscritti. Aspettativa amara-
mente delusa da un’ulteriore richiesta – anch’essa pervenuta alle porte di ferragosto – di dettagli
e specifiche sulla nostra sostenibilità, che è e resta garantita.
E dunque, mentre le misure straordinarie messe in campo da Inarcassa sembrano a tutt’oggi anco-
ra in alto mare, il 20 agosto oltre 100.000 ingegneri e architetti associati hanno ricevuto i 1.000 eu-
ro di indennità. Il bonus di maggio, che – insieme a quelli di marzo e aprile – rappresenta un debito
sia per lo Stato, sia per le Casse, ancora in attesa di ricevere tutti i denari anticipati. Vuol dire per
la sola Inarcassa 164 milioni di euro, tanto per non scherzare con i numeri.
Riferendosi ai grandi sistemi e al debito pubblico, il prof. Draghi spiega “(…) questo debito sarà so-
stenibile, continuerà cioè a essere sottoscritto in futuro, se utilizzato a fini produttivi. Ad esempio
investimenti nel capitale umano, nelle infrastrutture cruciali per la produzione, nella ricerca e altri
impieghi. Se cioè sarà considerato ‘debito buono’. La sua sostenibilità verrà meno se invece verrà
utilizzato per fini improduttivi, se sarà considerato ‘debito cattivo’”. Regole ineccepibili che, a mio
avviso, valgono anche per la nostra Cassa di previdenza.
I bonus di sostegno al reddito emanati in questi mesi, infatti, rappresentano un ‘debito cattivo’, per-
ché pur potendo aiutare a ‘sopravvivere’ per 15 giorni o un mese, non potranno mai avviare il rilan-
cio delle libere professioni.
ll ‘debito buono’ è, invece, quello su cui Inarcassa ha concentrato tutte le sue energie, e che, ad
oggi, per noi architetti e ingegneri, significa restituire forza alle attività e liquidità per tornare a in-
vestire sul futuro. A questo dobbiamo puntare, per offrire certezze e fiducia alle nostre categorie.
In qualità di Presidente di una grande Cassa di previdenza, non posso ignorare che il debito accu-
mulato per fronteggiare la terribile pandemia di questi mesi, dovrà essere ripianato da coloro che
oggi sono giovani e che, oltre ad aver diritto a sane opportunità di lavoro, meritano adeguate pro-
spettive previdenziali. L’invito che vi rivolgo è quello di leggere con attenzione e senso di respon-
sabilità l’intervento di Draghi, che considero rivoluzionario, lasciandovi contaminare dalla levatura
morale delle sue parole. Parole che abbiamo il dovere di far diventare realtà. “Il miglior modo per
ritrovare la direzione del presente è disegnare il futuro”. <
(Editoriale chiuso in redazione il 17 settembre 2020)
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