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editoriale
Giuseppe Santoro
n molti credono che per il buon governo di Inarcassa basti
aprire i cordoni della borsa. Evocano politiche generose che
I confondono la ricchezza di oggi con la sostenibilità per il do-
mani e scelte di consenso, che mal si sposano con il bene co-
Il futuro inizia oggi, mune. Invece, siamo una Cassa consapevole, rispettosa del la-
voro e delle difficoltà quotidiane e per questo convinta di do-
non domani ver assicurare la solidità del futuro. Il nostro patrimonio, che è
garanzia di questa solidità, fa gola a molti; 11 miliardi di euro,
che amministriamo nell’esclusivo interesse degli ingegneri ed
architetti liberi professionisti. E che appartiene a loro.
Alcuni vorrebbero che la missione della nostra Associazione
andasse “oltre”, includendo le caratteristiche di un istituto di credito o del servizio sanitario nazio-
nale. Altri, di un certo colore politico, vorrebbero che correggessimo i loro errori pagando i debiti di
una nota banca. Ed altri ancora, di diverso colore, vorrebbero che rattoppassimo le ali della nostra
compagnia di bandiera.
E poi, ci sono quelli che vorrebbero che tradissimo la nostra natura, aprendo le porte a coloro che
beneficiano già di tutele, garanzie e sicurezze economiche assai maggiori delle nostre. Con mille
difficoltà e mille disagi abbiamo costruito un sistema di welfare fondato sulla svolta legislativa del
1971, con la scissione di chi, all’epoca, era ben lieto di non pagare contributi obbligatori per matu-
rare una pensione integrativa, mentre ai liberi professionisti mancava il diritto persino ad una pen-
sione di base definibile tale. Ecco, la nostra missione è ancora questa: dare sicurezze e tutele a chi
non ne ha, in un quadro di regole certe e sostenibili.
Ancora con il postino? Da un quarto di secolo, siamo soggetti privati. La nostra autonomia è il solo strumento compatibile
con l’inarrestabile evoluzione del nostro futuro previdenziale. Una natura, che non può essere pe-
riodicamente stravolta da operazioni di assimilazione al sistema pubblico e che rivendichiamo, a di-
fesa di chi con coraggio svolge esclusivamente la libera professione.
Un modello questo, fondato su indipendenza patrimoniale e autonomia gestionale e che confida in
una vigilanza pubblica efficace, ma non ridondante. Serve una normativa snella che guardi alle pro-
Inarcassa On line offre agli associati servizi interattivi, negli anni sempre più numerosi e sofisticati. fessioni prima che alle loro organizzazioni. All’interno di una cornice che ci consenta di implemen-
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Presto metterà in linea una nuova interfaccia con funzioni implementate e innovative. tare il nostro attuale sistema di welfare con nuove opportunità di assistenza: prima fra tutte, un mi-
gliore accesso al credito. Non cerchiamo condoni o sanatorie. Esigiamo, però, che Governo e Parla-
Il sistema di accesso a Inarcassa On line verifica l’identità degli utenti attraverso la PEC, che - per garantire mento non ci ostacolino con un iniquo livello di tassazione sugli investimenti, ad esempio, o con uno
i principi di integrità, riservatezza ed esattezza codificati dalla nuova normativa europea sulla privacy straripante esercizio dei poteri di vigilanza su scelte legittime e sostenibili. Come è avvenuto con la
bocciatura del nuovo regime sanzionatorio che il TAR ha finalmente annullato poche settimane fa.
nell’utilizzo del servizio – deve essere nominativa (contenere nome e cognome) e univoca, così come Per ottenere questi risultati serve una leale collaborazione con chi ci governa. E per andare ‘oltre’
il numero di cellulare di riferimento non può essere condiviso con altri utenti. dobbiamo perseguire la nostra missione previdenziale, aiutando l’Italia a crescere. “Il futuro – di-
Non hai ancora trasmesso a Inarcassa il tuo indirizzo PEC, ceva Wojtyla – inizia oggi, non domani”. <
o ne hai indicato uno non nominativo?
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