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tazione e riunisce in una sola figura sia l’Homo
ad Quadratum che l’Homo ad Circulum. Leo-
nardo aveva letto l’opera di Vitruvio in tradu-
zione italiana visto che non conosceva il lati-
no e il greco in quanto non aveva frequentato
le scuole superiori, anche in ragione del fatto
che era figlio illegittimo di una giovane conta-
dina di Anchiano (frazione di Vinci) e del notaio
Ser Piero d’Antonio. Creato il disegno, Leonar-
do nella sua bella vulgata rinascimentale scrit-
ta in modo specchiato sopra e sotto la figura,
enuncia quelle che secondo lui debbano essere
le proporzioni che l’uomo perfetto deve avere.
Leonardo non svela tutto
Leonardo ci dice solo il risultato dei suoi studi
e dei suoi ragionamenti, ma purtroppo non ci
dice tre cose che sembrano fondamentali per
la comprensione profonda della sua opera:
1) quale sia il raggio (quindi il diametro) del
cerchio;
2) perché abbia scelto proprio quella specifi-
ca circonferenza;
3) come abbia ricavato le proporzioni idea-
li dell’uomo.
Questo fatto ha prodotto nei cinque seco-
li che ci separano da lui una lunga serie di di-
no le correnti di pensiero che si formarono nei battiti, tutti orientati a spiegare come il genio
secoli. Esse si potevano sintetizzare con due vinciano avesse potuto ricavare quelle misure
appellativi: e quindi giungere a certe conclusioni. La gran-
• Homo ad Quadratum. I sostenitori di que- de amicizia che c’era tra Leonardo e il frate
sta tesi affermavano che la figura umana francescano Luca Pacioli, grande studioso di
doveva inserirsi in un quadrato (figura ge- geometria, aveva fatto sì che il maestro si av-
ometrica che nell’antichità rappresentava vicinasse molto allo studio di questa discipli-
tutto ciò che è terreno e legato all’uomo na, in particolare di quella sacra.
come essere fisico).
• Homo ad Circulum. Al contrario dei pre- Significato dell’Uomo Vitruviano
cedenti, coloro che supportavano questa Esaminando a prima vista l’opera leonarde-
tesi sostenevano che la figura umana do- sca, si potrebbe dedurre che il grande arti-
vesse inserirsi in un cerchio (figura geo- sta abbia voluto lasciare solamente una sua
metrica che nell’antichità rappresentava interpretazione circa le perfette proporzioni
tutto ciò che è divino e perfetto). che a suo avviso ogni artista dovrebbe adot-
tare, in pittura o in scultura, nel rappresen-
Homo ad Quadratum. Homo ad Circulum tare un corpo umano maschile. Infatti nella
Anche Leonardo si appassiona al “tema pro- parte superiore e inferiore del codice egli in-
porzioni” e nel 1490 fornisce la sua rappresen- dica, nel suo tipico italiano cinquecentesco, le
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