Page 7 - Inarcassa 2_2019
P. 7
editoriale
Giuseppe Santoro
e nel corso dell’intervento all’assemblea annuale della
confederazione degli industriali il presidente della Re-
S pubblica Sergio Mattarella ha ricevuto un interminabile
applauso, con tanto di standing ovation, un motivo ci sarà. E se
L’insopportabile la relazione del presidente uscente di Confindustria, Vincenzo
Boccia, è stata accolta con altrettanto calore da una platea che
leggerezza del like rappresenta il motore dell’Italia, un motivo ci sarà pure.
È la responsabilità. Basterebbe la sola parola a chiudere
quest’editoriale. Una parola sacra per alcuni, inutile per i più,
in questa strana epoca. Per noi di Inarcassa è il sestante delle
nostre scelte e delle azioni messe in campo, per tutelare i con-
tributi degli associati e garantire pensioni certe e sicure. Responsabilità è una parola che ha one-
ri e onori, un peso e una medaglia, ma ha un significato ineludibile per chi fa previdenza. Respon-
sabilità è una parola bellissima ma faticosa, la cui etimologia è il centro della nostra missione: fa-
re poche promesse ma mantenerle. In poche parole, essere affidabili.
Se questo governo “la smettesse di rincorrere le facili promesse e recuperasse il senso dell’impe-
gno e del sacrificio”, ha detto Boccia, uscendo dall’approssimazione potrebbe lavorare a progetta-
re il Paese. “Meno social media e più impegno nel costruire”, ha incalzato indicando che è neces-
sario adottare decisioni incisive capaci di durare nel tempo, anche se possono risultare impopola-
ri. “La bulimia di consenso immediato affida ai social la ricerca di una popolarità che si misura in
termini di like”. Giusto, guai a lasciarsi attrarre da soluzioni semplicistiche a problemi complessi e
da azioni immediate, prive di benefici a lungo termine, che lasciano la polvere sotto al tappeto per
chi verrà dopo. Secondo Boccia il “presentismo imperante è una malattia molto grave, perché im-
pedisce di vedere oltre il finire del giorno. La superficialità si fa regola”. E ci ricorda che “le parole
di chi governa non sono mai neutre: influenzano le decisioni di investitori, imprenditori, famiglie”.
Responsabilità, per noi, è anche questo: garantire adeguate condizioni di vita sia in termini previ-
denziali che di welfare. E lo facciamo attraverso una gestione del patrimonio che mira non solo alla
sua redditività ma guarda anche all’eredità che consegneremo alle future generazioni. Sostenibilità
finanziaria, oltre i 50 anni, e oggi anche ambientale. Lo scorso marzo è giunto il report sulla quota
di investimenti socialmente responsabili ESG che, primi tra le Casse di previdenza italiane, abbia-
mo attivato aderendo al PRI, la rete delle Nazioni Unite che ne favorisce la diffusione e la cultura.
Un cambio di sistema di riferimento, una rivoluzione copernicana, una scelta che valorizza gli inve-
stimenti effettuati dalla Cassa garantendo un valore aggiunto, relativo all’attuazione di politiche a
favore dell’impronta ecologica.
Inarcassa è stata promossa a pieni voti, rientrando nei benchmark di riferimento della società inter-
nazionale di valutazione che ha analizzato i nostri investimenti. Un risultato che inorgoglisce, pre-
miandoci doppiamente – dal punto di vista economico e di ricaduta sull’ecosistema – e ci sprona
a continuare sulla direzione della sostenibilità. Lo dobbiamo, per responsabilità, ai nostri stakehol-
der di oggi e a quelli di domani. <
5

