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za, preparazione, cuore e pensiero, dedizione, pa- una meraviglia, la passione di Michela (una ope-
zienza, capacità di ascolto, empatia, volgersi in ratrice sociale), è una meraviglia. La fatica imma-
avanti, lungimiranza, delicatezza e sguardo. Vo- ne di Federico (un educatore della casa famiglia
glio soffermarmi sullo sguardo, trovo che sia la l’Approdo), è una meraviglia. Un melograno (una
qualità da ricercare in tutte le relazioni. La capa- pianta speciale per Spes contra spem), è una
cità di vedere, di guardare in profondità, di “pre” meraviglia!
vedere, di accorgersi, di accogliere, di commuo- Meraviglia viene da mirare (da cui ammirare, ma
versi. Precursore essenziale dell’essere in relazio- anche prendere la mira) guardare con attenzio-
ne all’altro.” ne. Mirare, smirare a sua volta, deriva dalla radi-
ce sanscrita smi (sorridere, sbocciare, splendere).
Incalziamo Luigi Vittorio con un’altra do- Non è proprio la capacità di vedere, di pre-vede-
manda … e che tipo di sguardo bisogna ave- re la caratteristica di chi per professione disegna
re nel lavoro di cura? cose che ancora non ci sono? E lo fa con “meravi-
“La meraviglia. Il saper vedere l’invisibile, quello glia”? E non è sempre la “pre” visione o meglio la
che sfugge. Per cui gli occhi di Cinzia (una donna “previdenza” e la “assistenza” la mission di Inar-
che vive a Casablu), sono una meraviglia… le la- cassa?”
crime di Luca (un uomo che vive a Casablu), sono “Di nuovo, le storie si incrociano e sulle parole e
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