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Rendering del progetto del Grab in via Guido Reni

                  destinato alle auto), il progetto del GRAB pre-  ring”. Ma non è ancora sufficiente per spinge-
                  vede la realizzazione di un percorso ciclabile  re le persone a lasciare l’auto a casa. “Amster-
                  circolare di 45 km, un’infrastruttura che rap-  dam ha un terzo degli abitanti di Roma e so-
                  presenti un intervento sul paesaggio urbano  lo 22 auto ogni 100 abitanti. Eppure gli incas-
                  sotto il profilo funzionale, ambientale, econo-  si per i parcheggi sono decisamente superio-
                  mico, sociale, e culturale. Non si tratta, infatti,  ri. Questo perché nella città olandese si disin-
                  di una semplice pista ciclabile, né di un percor-  centiva l’uso della quattroruote con pochi posti
                  so che passa per quartieri e aree monumen-  auto e con parcheggi a 5 euro l’ora”.
                  tali. L’obiettivo degli ideatori è più alto: modi-  Il progetto del Grab impone la completa pe-
                  ficare gli spazi che attraversa correggendo-  donalizzazione della passeggiata dalla Colon-
                  li e migliorandoli, in modo da ricucire “i bordi  na Traiana all’Appia Antica, prologo della na-
                  con il centro” e creando una cintura verde me-  scita  di  un  percorso
                  tropolitana, attraverso la valorizzazione delle  archeologico unita-  Il Grab non è solo una pista
                  aree dimenticate o trascurate. Così, diviene un  rio di Roma, così co-  ciclabile ma un intervento
                  progetto non esclusivamente rivolto ai ciclisti  me immaginato da         sul paesaggio urbano
                  ma a tutti i cittadini che troveranno importan-  Antonio Cederna. Si   sotto il profilo funzionale,
                  ti parti della città finalmente valorizzate.  tratta di un corrido-  ambientale, economico, sociale,
                  “Una pista ciclabile può cambiare il volto della  io che connette Fo-
                  città se l’infrastruttura è volta a sostenere la  ri, Colosseo, Palatino            e culturale
                  mobilità”, spiega Alberto Fiorillo esponente di  e Celio, Circo Massi-
                  Legambiente e VeloLove, oltre che coordina-  mo, Terme di Caracalla, valle della Caffarella e
                  tore del progetto. “Uno degli aspetti da tenere  Parco degli Acquedotti. Inoltre, dovrebbe di-
                  presenti durante la realizzazione di quest’ope-  ventare la colonna vertebrale della futura re-
                  ra è la sicurezza. Sappiamo che l’uso della bi-  te ciclabile romana, legando tra loro i pochi e
                  cicletta  negli  spostamenti  urbani  è  determi-  brevi percorsi esistenti e quelli in via di rea-
                  nato dai rischi reali o percepiti lungo il percor-  lizzazione come la ciclabile della Nomenta-
                  so. Per questo il progetto deve guardare asso-  na. Ma per rendere il progetto non solo un’at-
                  lutamente a questo aspetto. In secondo luo-  trazione turistica ma anche utile per la vita
                  go i ciclisti, soprattutto quelli occasionali, so-  quotidiana dei romani, è necessario puntare
                  no preoccupati per i furti. Per questo può es-  all’intermodalità attraverso la migliore inter-
                  sere utile realizzare lungo il percorso ciclopar-  connessione possibile con le linee metropoli-
                  cheggi protetti e incentivare l’uso del bike sha-  tane, con le linee tram e con quelle ferroviarie.




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